Andare in pensione per dormire meglio!

Soffrite di problemi di insonnia? Non riuscite a dormire tranquilli per tutta la notte?

Una possibile soluzione ci arriva da Sakari Memola, ricercatore del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Basilea e da David Richter del German Institute for Economic Research di Berlino, secondo cui la qualità del sonno tende a migliorare in età da pensione.

I due studiosi hanno condotto una ricerca su un campione di circa 14.179 persone, tra uomini e donne, con un’età compresa tra i 18 e gli 85 anni, a cui è stato chiesto di valutare due fattori nel corso di un anno: qualità del sonno e stato di salute.

E’ emerso che, anche se con l’avanzare dell’età il riposo notturno peggiora gradualmente, al raggiungimento dei 60 anni circa, il sonno inizia nuovamente a migliorare.

Non a caso  i 60 anni corrispondono solitamente all’età della pensione: pare infatti che, terminato il periodo lavorativo, non si subisca più lo stress legato alla sveglia, agli orari forzati, ai problemi sul lavoro e si riesca a condurre una vita più serena, con orari più adatti alle proprie esigenze.

Andare in pensione però non basta: è importante valutare anche lo stato di salute dei soggetti, che influisce sulla qualità del riposo e sullo stile di vita in generale. Anche a 20 anni, infatti, se non si gode di buona salute, difficilmente si riuscirà a dormire bene di notte.

L’età, dunque, influisce relativamente.

Augurandoci di essere sempre in ottima forma, non ci resta che aspettare l’età della pensione: un po’ lunga come attesa? 😉

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  1. Andrea

    Dovrò aspettare ancora un bel po’ allora per riuscire a riposare bene! O.o

  2. Paolo

    Per fortuna non ho grossi problemi ad addormentarmi e spero di non averne mai…! 🙂

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