Dormire poco è un’abitudine sempre più diffusa: il lavoro, i ritmi frenetici della vita quotidiana e lo stress sono fonte di ansia, una delle prime fonti dell’insonnia. Sapevate che oltre a causare stanchezza, l’insonnia è fonte di problematiche ben più gravi? Problemi all’apparato cardiovascolare, obesità, calo della memoria e della fertilità sono solo alcuni dei rischi correlati alla mancanza di sonno.

 

Difficoltà legate al sonno e le conseguenze sull’organismo

Per capire meglio le conseguenze sull’organismo legate all’insonnia, è bene riportare alcuni dati di un recente studio della Northwestern university Feinberg School of Medicine dove sono stati esaminati alcuni volontari che hanno dormito 5 ore a notte per una settimana. In tutti loro la variabilità del ritmo del battito cardiaco è calata, rivelando la presenza di rischi cardiovascolari. Questa problematica colpisce principalmente i lavoratori notturni, i cui ritmi tendono ad essere più irregolari. La mancanza di sonno provoca anche alterazioni nella produzione di cortisolo, il cui aumento provoca danni vascolari.  Ai disturbi cardiovascolari si accompagnano l’obesità e il diabete: la mancanza di sonno influisce infatti sull’assimilazione delle calorie e sulle alterazioni del livello di colesterolo e di trigliceridi. Questi disturbi sono molto diffusi in Italia, basti pensare che il 30% della popolazione ne soffre.

 

Gli altri rischi

Dormire poco comporta rischi che vanno ben oltre la salute dell’organismo, ma che sono ad essa collegati. Dormire meno di 6 ore a notte aumenta di tre volte il rischio di incidenti dovuti alla mancanza di concentrazione, e secondo la Manchester Metropolitan University basta una sola notte di sonno scarso per compromettere le nostre capacità di guida. Un altro fattore da non sottovalutare è l’aspetto fisico: dormire poco dà un’aria stanca, la pelle ne risente, il nostro volto è più triste e meno luminoso, e in generale l’aspetto che assumiamo crea diffidenza nel prossimo, spiega il Medical Institutet di Stoccolma.

 

Come ridurre i rischi?

Innanzitutto dormendo il giusto del tempo, che per un adulto (dipende da soggetto a soggetto) vuol dire dalle 6 alle 8 ore di sonno a notte. E’ bene sapere che non bisognerebbe esagerare neanche nell’abusare di troppe ore di sonno però.  Dormire più di 9 ore, infatti, potrebbe portare a conseguenze simili o peggiori di quelle appena viste. Chi soffre di disturbi del sonno dovrebbe inoltre rivolgersi a uno specialista, senza sottovalutare la questione.